TITL

Come mi sblocco io quando sono in tilt

E quando sono in tilt, che posso fare per sbloccarmi?

Non so a te, ma a me capitano quelle giornate o interi periodi più o meno lunghi, in cui mi sento completamente in tilt. Non riesco a lavorare, è come se avessi la mente annebbiata e qualunque cosa tenti di fare, mi sembra una grandissima e inutile cazzata, oltre a non riuscire a farla, ovvio.
Non entro nel merito dei motivi, diversi per ciascuno di noi e a cui bisognerebbe dare il giusto spazio. Mi limito a fare due considerazioni su ciò che è utile per me, e che può esserlo anche per te.
In quei momenti, ci sono tre elementi che mi possono aiutare:

1_ Esplorare e riflettere sui motivi che mi portano a stare in quel modo, non per farne chissà quale analisi, semplicemente per esserne consapevole e accettare che in quanto essere umano è normale avere momenti down. Accettare significa anche darsi il permesso di essere in tilt e di passarci in mezzo, anziché tentare di scappare o maledirci per non essere al top.

2_ Pensare a ciò che mi ricarica, che mi dà energia positiva e… farla! Non hai mai pensato dove vai ad attingere alle energie? Inizia ora: cerca su riviste o su internet tutte le immagini che, per un motivo o per una altro, ricordano ciò che ti dà energia; ora prendi un cartellone e attaccale e abbi la premura di appenderlo in un posto ben visibile: sarà un ottimo promemoria per i momenti bui.

3_ Fare qualcosa per stimolare e riattivare il senso di efficacia, anche se non è la cosa più divertente da fare, tipo riordinare, stirare eccetera, qualcosa cioè che mi ricordi che sono assolutamente in grado di FARE, di realizzare, di concludere qualcosa di utile e concreto.

4_ Fare attività fisica, magari una passeggiata: ciò aiuta ad allontanare i pensieri negativi e a stare più a contatto con se stessi.

E ora ti svelo che oggi è proprio una di quelle giornate TILT. Le prime tre fasi le ho compiute e mi sento già molto meglio, tanto che sono riuscita a scrivere questo articolo. Ora vado a fare una passeggiata.

Quando capita anche a te, fammi sapere come va: scrivimi a info@officinaparole.it 🙂